
L’autore di questa storia romanzata è il figlio del protagonista, detto Pietruccio, originario di Buccino, che tra il 1938 e il 1974, vive da protagonista alcuni episodi di un periodo storico molto particolare e intenso, di cui, a partire dal 1946, il figlio Giovanni, detto Gianni, diventa testimone, prima inconsapevole, poi sempre più cosciente e partecipe, che nel 2018, quando ha scoperto i documenti segreti del padre, chiusi a chiave in una vecchia cassetta di munizioni, reduce di guerra anch’essa, realizza che i racconti delle avventure di papà erano “storia” e che potevano essere interessanti per chi, oggi, volesse capire chi siamo e dove stiamo andando. Gianni D’Amato, nasce appunto nel 1946 nel deposito munizioni dell’Esercito in quel di Scafati (SA), dove il padre, fin dall’ottobre del 1943, ebbe l’incarico di comandante e dov’è vissuto, nell’alloggio di servizio, tra i militari addetti alla sorveglianza armata, fino all’età di 18 anni. Si è laureato in ingegneria civile nel luglio 1971. È stato dirigente di Uffici Tecnici di Enti locali e, dopo aver vinto il concorso abilitante, ha insegnato nelle scuole pubbliche di secondo grado. Ha svolto la professione con onore e nonostante l’età, è ancora attivo e impegnato in diverse attività, per esempio, come responsabile etico del Consorzio di imprese ITM. È ancora impegnato in corsi di storia del territorio della Valle del Sarno e delle origini osco-sarrastre con l’UNItre di Pompei.