
“Me ne vado in America Latina” è il racconto vivido, spontaneo e profondamente umano dell’esperienza dell’autore a Cuba, terra che lo affascina sin dal suo primo viaggio nel 2002. Attraverso un diario di bordo che si trasforma presto in una narrazione emotiva e ricca di incontri, l’autore accompagna il lettore alla scoperta dell’Avana e delle sue contraddizioni: una città in cui la luce può mancare per giorni, l’acqua è preziosa, la povertà è evidente, ma la vita continua con sorrisi, musica e una resilienza quasi poetica. La storia segue le giornate dell’autore tra passeggiate nel Vedado, corse in bicicletta, scoperte gastronomiche, piccoli disagi quotidiani e momenti di pura meraviglia. Ogni giornata porta con sé nuovi personaggi: Ronald, tassista ingegnoso e amico indispensabile; Ñaña, giovane donna che vive in un’umile baracca ma capace di trasmettere forza e autenticità; Pupet, elegante e malinconica, che apre finestre sulla vita cubana più intima; Isaac, Ramìs, Marisabel e molti altri, ciascuno con una storia sospesa tra difficoltà e speranza. Tra blackout, uragani imminenti, mercato nero, musica improvvisata e tradizioni locali, l’autore mostra un Paese che sa sorprendere e commuovere. La trama segue il filo del viaggio, alternando episodi divertenti, riflessioni profonde e momenti di tensione, senza mai rivelare troppo sul futuro dell’esperienza. I temi principali includono la resilienza del popolo cubano, la bellezza delle piccole cose, l’imprevedibilità della vita sull’isola, la solidarietà spontanea e l’incontro autentico tra culture diverse. La narrazione procede per tappe, in ordine cronologico, permettendo al lettore di seguire l’evoluzione emotiva dell’autore e il suo legame sempre più profondo con Cuba. La sinossi apre lo sguardo su una storia reale, intensa e ricca di umanità, lasciando intuire che il viaggio non rappresenta una semplice parentesi, ma una trasformazione interiore che continua anche oltre l’ultima pagina.